
Noi cambiamo comunque, anche se non lo desideriamo. Allora la vera scelta non è fra cambiare o non cambiare, ma fra subire il cambiamento oppure gestirlo.
A noi la decisione.
NON FERMARE LA VITA…
Gli uomini rinascono e con negli occhi i colori della natura vogliono costituire un nuovo modello culturale ed economico tra diverse culture ugualmente degne.
Il sogno è propedeutico al progetto e non serve per distrarci, né per assopirci o allontanarci dalle domande esistenziali, politiche, sociali, economiche e storiche che formulano le nostre vite, la realtà quotidiana, i nostri desideri e bisogni.
Il sogno non è un lusso, né un intrattenimento; il sogno è una responsabilità.
Nel sogno c’è spazio per ciò che è ancora inedito, qualcosa cui non gli è stato dato ancora un nome.
In questo senso il sogno evoca, chiama alla vita e diventa prassi, entrando nei circoli storici, culturali, istituzionali ed economici più concreti e ci fa contemporanee(i) e solidali con altre ed altri. Così che, i bisogni più essenziali, diventano degli imperativi etici molto importanti; ispirazioni, impulsi, criteri di giudizio e autocritica.
Quello che vi significo è la voce di un popolo, quello Boliviano, ma è la voce dei popoli, della loro dignità, del desiderio di RI-velarsi, di farsi meglio conoscere.
Questo processo succede naturalmente quando vediamo che nella storia non siamo più figli unici, quando sentiamo che siamo in tanti e diversi, quando percepiamo che c’è la possibilità di essere ancora una volta differenti.
Nella lingua Aymara guardare è sinonimo di custodire .
Io vi invito a guardare con questa consapevolezza, a togliere i veli pesanti e involutivi.
l’apertura al CAMBIAMENTO NON è DEBOLEZZA
ma LUNGIMIRANZA e SOPRAVVIVENZA
E’ questo il senso per cui la Rivelazione diventa Evoluzione

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