La più alta percentuale è la mortalità infantile.
Logiche strutturali, fognarie e di bonifica, aiuterebbero più di molti farmaci, pozzi controllati e gestiti localmente, sostituirebbero molte degenze ospedaliere
L'acqua è un complesso microcosmo rispetto all'ecosistema, la sua formula chimica è semplice: due molecole di idrogeno ed una di ossigeno.
E’ bellissima. Docile nei suoi movimenti, covalente nei suoi legami.
Ignara della guerra che le si sta scatenando intorno, inconsapevole di diventare una risorsa strategica per molti paesi.
L' hanno definita “oro blu” ma come la conosco -e da 24 anni ci frequentiamo con amore immutato- non le interessa niente di queste altisonanti appellativi, preferendo la definizione di Francesco d'Assisi: "Sorella acqua".
Una vita ricchissima invisibile ad occhio nudo, un linguaggio biologico e alchemico che si propone nella sua fluidità a chi sa amarla.
L’acqua da sempre ha affascinato l'essere umano con il suo mistero, per il suo darsi e negarsi in un equilibrio perfetto, ma oggi questo stesso essere umano se ne vuole impossessare, contenerla nel pet o nel vetro, rivestirla di etichette sfolgoranti .
E’ in atto la guerra per l'acqua e la preoccupazione dell'opinione pubblica è legittima.La privatizzazione, in realtà é già compiuta.le multinazionali già l' hanno imprigionata da molto e da troppo tempo, ed il suo grido è labile, soffocato dall'inquinamento di un antropocentrismo selvaggio. L’acqua oltre ad essere un bisogno primario è un diritto inalienabile ed è un bene pubblico.
Non può essere considerata una merce nelle mani di pochi grandi gruppi industriali che agiscono perseguendo la massimizzazione dei profitti e che rispondono a logiche di mercificazione legate ad una mentalità funzionalistica e tecnicistica.
Dobbiamo sottrarla a pochi, per restituirla ad ogni cittadino privato per una migliore distribuzione ed un minor spreco.
Dobbiamo preoccuparci si della scarsità ma soprattutto dell’ accesso a questo bene comune, perché non ristagni nei meccanismi di disuguaglianza sociale.
La cosa grave è che le multinazionali, hanno già manipolato le normative in materia di acque, adeguandole alle loro opportunità ed il frastuono è scientemente voluto, è strategico e deviante.
Intorno alla natura, intorno all’acqua, così, come intorno all’ecologia, c’e molta politica e poca conoscenza, manca un’informazione seria e scientifica fin dai banchi delle scuole.
Ciò che molte volte chiamiamo informazione ecologica, in realtà sono notizie manipolate per rafforzare o giustificare alcuni interessi politici e favorire alcuni gruppi, creare polemiche per attrarre l’attenzione e avere la ragione sui propri programmi strategici.
Queste pseudo strategie informative, ci indeboliscono, nel pensiero, nella conoscenza e di contro rafforzano la paura puntando su uno stupido edonismo di cui la nostra cultura è impregnata: oggi conta il bello non il sano, il corpo è fisicità.
Allora va bene bere un certo tipo d'acqua perché é diuretica.... è bene bere acqua con la particella di sodio che, tutte le sere come accendi la tv, ti invade, perché si è perduta e non trova nessuno, perché quell'acqua lì è povera di sodio e drena, non gonfia e... figurati se io domani voglio essere gonfia…..!!!
E’ necessario educare i cittadini a non abbandonare i propri pozzi ad informarsi sulle possibilità d’indagini chimiche e microbiologiche che ne consentano la conoscenza approfondita ed appropriata e quindi anche l’,utilizzo per uso potabile; perché in realtà, tutto si gioca qui.
L’uomo può e deve porsi in una relazione vera, consapevole con qualcosa che non é semplicemente un oggetto di consumo, ma che fa parte della nostra storia, che sta a volte misteriosamente presente nel nostro ambiente, senza che noi ce ne rendiamo conto.
Ritorno al problema dell'informazione e della formazione delle persone, ma anche al nome che Francesco dà all'acqua..."sorella".
Mi domando se questo non era anche il suo vero sogno scientifico, il desiderio di avvicinarsi alle cose della vita e quindi all'acqua, senza paura, ma anche senza sete di possesso...perché sta lì, nella sua soggettività: é molto utile, umile e preziosa e casta... aggiunge Francesco.
Sorella...é l'eco di chi desiderava non perdere la familiarità con ciò che lo cinge, una familiarità che si manterrebbe se tutti potessimo gestire questa biodiversità che ci circonda.
Questo elemento non è poi così estraneo né così difficile da amministrare tanto da aver bisogno di signori "sapienti e intelligenti" che la gestiscono per noi, senza nemmeno chiederci il permesso, magari facendoci credere che loro sono i rappresentanti della comunità o i tutori del nostro benessere.
Questa sorella, dice Francesco, "é molto utile", ma cosa significa “é molto utile” in un mondo abituato e distratto dal sovrappiú? E’ utile e per questo era per tutti... é umile e preziosa e casta perché libera.
Tanto libera che non conosce confini, che circola liberamente senza permessi o lasciapassare.
Ersilia Ferrini
Tanto libera che non conosce confini, che circola liberamente senza permessi o lasciapassare.
Ersilia Ferrini
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